Triin Soone e l'emozione nel mondo editoriale
Una delle peculiarità del mercato editoriale estone è che la traduzione delle opere e le relazioni internazionali con le case editrici sono curate e finanziate da organizzazioni dello Stato. Triin Soone, direttrice dell'Estonian Children's Literature Centre, svela il dietro le quinte del successo dell'editoria estone per bambini, che ha portato l'Estonia a diventare quest'anno l'ospite d'onore della Bologna Children's Book Fair.
La direttrice dell'Estonian Children's Literature Centre Triin Soone
Quest'anno l'Estonia celebra "l'Anno del Libro Estone". Di cosa si tratta esattamente?
Sono passati 500 anni dalla pubblicazione del primo libro in estone. È molto carino che la storia del primo libro abbia tutti gli elementi di una vera avventura. "Nell'anno del signore 1525 in una fredda giornata di novembre la città mercantile di Lubecca viveva la sua laboriosa quotidianità. Il Municipio aveva ordinato alle guardie di recarsi alla locanda Kuldsarve e di mettere sotto sequestro della merce sospetta. Ed ecco che durante l'ispezione le guardie trovarono delle botti destinate ad essere spedite a Riga, il cui inappropriato contenuto era stato segnalato al Municipio…". Conosciamo questa storia grazie a Johannes Brandt, il decano di Lubecca, e al suo dettagliato diario. In una delle botti c'era anche il primo libro in lingua estone, che molto probabilmente è stato distrutto, ma a noi piace pensare che non sia stato ancora ritrovato. 500 anni di storia ci danno motivo di celebrare con molteplici eventi "l'Anno del Libro Estone". L'avvenimento è patrocinato dal Presidente della Repubblica Alar Karis.
Contemporaneamente l'Estonia è anche l'ospite d'onore della Bologna Children's Book Fair…
Sì, è un ruolo e una responsabilità enorme. Il nostro obiettivo è soprattutto far conoscere al mondo la letteratura per bambini estone e creare relazioni di collaborazione per far pubblicare i nostri libri negli altri paesi e nelle altre lingue. Crediamo di avere qualcosa da offrire al grande pubblico. Vogliamo dimostrare che l'Estonia ha una forte tradizione letteraria ed è un partner aperto e affidabile nel mercato internazionale del libro.
Non è la prima volta che l'Estonia è ospite d'onore di una fiera internazionale del libro, non è vero?
No, lo siamo stati varie volte. La prima volta nel 2007 a Göteborg, poi nel 2011 a Helsinki, nel 2018 a Londra e ora a Bologna. Essere l'ospite principale non è un obiettivo in sé: lo è la qualità dei libri che ci ha portato a questo importante risultato.
Si può dire che dopo la riconquista dell'indipendenza nel 1991, il mercato editoriale mondiale si è nuovamente aperto all'Estonia…
Sì, abbiamo partecipato attivamente alle fiere internazionali del libro negli ultimi 25 anni, di cui 17 alla fiera di Bologna. Abbiamo dovuto fare passi da gigante per essere alla pari dei paesi all'avanguardia. È interessante che le fiere internazionali continuino a svolgere un ruolo importante come portare la propria letteratura in altri paesi. È un luogo di incontro tra autori, traduttori, editori, tipografi ed intermediari. Credo che siano milioni i libri che in questi giorni passano di mano in mano, che vengono discussi e commercialmente contrattati per essere tradotti.
Il mondo è pieno di letteratura e di libri…
È vero, il mondo è pieno di letteratura e di libri, dobbiamo trovare quella peculiarità che ci rende diversi e speciali.
Qual è la peculiarità dell'Estonia?
Una delle peculiarità dell'Estonia è che non abbiamo agenzie che vendono i diritti di traduzione. La traduzione di opere e le relazioni internazionali con le case editrici sono curate da organizzazioni finanziate dallo Stato, come l'Estonian Literature Information Centre, l'Estonian Children's Literature Centre e l'Estonian Publishers' Association. Con la collaborazione di queste tre organizzazioni e il sostegno del Ministero della Cultura, vogliamo essere protagonisti nel mondo.
Ti ricordi ancora i primi anni alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna?
Assolutamente sì. La mia "Era di Bologna" è cominciata nel 2008. Nei primi anni non avevamo uno stand, non c'erano né i mezzi economici né i contatti. La diffusione della nostra letteratura si è trovata ad affrontare una grande barriera: la lingua. Se l'arte sonora e visiva si capisce in un attimo, la letteratura ha bisogno di traduzione. Abbiamo dovuto conoscere a fondo il mercato della letteratura per bambini e, in base a ciò, selezionare le opere del nostro patrimonio per presentarle con riassunti e alcune pagine tradotte.
Molte cose sono cambiate in questi anni… Quanti libri per bambini vengono attualmente tradotti e pubblicati all'anno?
Circa 40 opere all'anno. Per la nostra piccola lingua non è una cifra insignificante. È un piacere constatare che negli ultimi anni i nostri autori sono stati maggiormente coinvolti in progetti di pubblicazione all'estero e che sono nate opere di collaborazione molto interessanti. Vogliamo sempre più incentivare questi processi.
L'Italia conosce scrittori e illustratori estoni per bambini?
L'Italia è un paese così grande che abbiamo ancora molta strada da fare. Dal 2008 sono apparsi 15 titoli in lingua italiana. In più abbiamo mostrato in Italia il lavoro dei nostri illustratori in numerosi luoghi, tra cui Bologna nel 2016 e 2022.
Cosa caratterizza la letteratura estone per bambini?
La nostra letteratura è moderna e sorprendente per i temi trattati, con illustrazioni originali e di qualità. Ogni anno in Estonia vengono pubblicate un centinaio di opere originali. Noi stessi ogni tanto ci sorprendiamo che un paese così piccolo possa produrre così tanti autori interessanti. È chiaro che la globalizzazione sta facendo il suo corso, perciò molti dei temi che la letteratura per bambini tratta sono simili. Il nostro desiderio è quello di mostrare che anche in un piccolo spazio linguistico e culturale come l'Estonia è presente una letteratura per bambini di grande qualità, che riesce ad essere globale, parlando ai giovani lettori di tutto il mondo, e allo stesso tempo riesce a trarre ispirazione dal proprio patrimonio culturale e naturale.
La Bologna Children's Book Fair è da sempre molto frequentata dagli scrittori e dagli illustratori estoni. C'è molto interesse?
Assolutamente sì. È il più grande e il più antico evento di letteratura per bambini al mondo, con migliaia di professionisti. E se a volte ti capita di dubitare di cosa succederà ai libri e alle abitudini di lettura, quando sei qui, tutte quelle preoccupazioni si dissolvono e ti rendi conto di come il campo si evolve.
Brevemente, cosa include il programma ospite d'onore?
La fiera del libro per bambini di Bologna si concentra principalmente sul libro illustrato e sulle opere degli illustratori. Il programma estone include mostre di illustrazione e di libri, presentazioni, discussioni e laboratori degli autori. Visto che il mercato dei libri per bambini è oggi molto internazionale, abbiamo scelto i temi in base a quello che ci collega con il resto del mondo, e a quello che abbiamo in comune attraverso la nostra intima esperienza. I temi trattati saranno la collaborazione tra creativi, le sfide dell'era digitale, il ruolo della letteratura per bambini e i suoi contenuti. Siamo qui per dire "Tere! Ciao!" a tutti i vecchi e nuovi amici, per arricchire ancora di più la vita letteraria. Complessivamente presentiamo più di un centinaio tra scrittori e illustratori estoni per bambini.
Quest'anno ci saranno eventi al di fuori del centro fieristico?
Con la letteratura estone per bambini usciremo anche dalle sale della Fiera e i bolognesi avranno di che parlare. Nel cuore della città, a Palazzo d'Accursio, si apre la mostra "Cittadini creativi", che presenta la varietà delle opere di illustratori e di animatori estoni attraverso una soluzione innovativa. Nella grande città di Bologna nasce una città più piccola in cui vivono personaggi usciti dalle pagine dei libri che non vedono l'ora di incontrare i visitatori. Si tratta di un'esposizione curatoriale di Bianka Soe, che comprende le opere più recenti di circa trenta illustratori e di una dozzina di animatori.
Con quali personaggi dei libri per bambini sei cresciuta?
La mia infanzia risale agli anni '70, durante l'epoca d'oro della letteratura per bambini in Estonia. Mia madre lavorava in un grande edificio di un ministero, dove all'epoca c'era una libreria aperta nel corridoio. È così che tutti i protagonisti dei libri per bambini arrivarono a casa mia. Ogni nuovo libro illustrato da Edgar Valter era una gioia. Ho imparato a leggere con "Suur maalritöö" di Ellen Niit e con "Kaarist on kasu" di Aino Pervik, entrambi hanno un significato molto particolare per me. Ma nel cuore ci sono anche Sipsik, i Naksitrallid, Nublu, Kunksmoor e, naturalmente, tutte le storie e i personaggi di Lindgren. I libri hanno avuto una grande influenza su di me, e credo che la letteratura abbia ancora una grande influenza sulla nostra visione del mondo, sulla capacità di empatia e di comprensione.
Dopo tutti questi anni, ti senti a casa a Bologna?
Bologna è la città che porta la primavera! La Fiera si svolge sempre in primavera, e in Estonia in quel periodo fa ancora freddo, c'è nevischio. A Bologna, invece, bevo sempre il mio primo cappuccino all'aperto e per entrare nel spirito giusto trovo il tempo per vagabondare da sola per le strade della città.
Il tuo posto preferito?
Direi l'intero centro e le piccole strade secondarie che permettono di sbirciare nei cortili e vedere la vita reale.
Conosci qualche parola in italiano?
Sfortunatamente solo quelle che conoscono tutti quelli che sono stati in Italia: ciao, gelato, bravissimo, grazie, sole, amore.
Katrin Veiksaar