Andrea Schinardi: "Tallinn, il mio colpo di fulmine".

21.09.2024

[…] Improvvisamente era come se riaffiorassi da un sogno; fosse solo per la consapevolezza di sentirmi congelato dal freddo. Era trascorsa più di un'ora e io ero rimasto sempre appoggiato a quel muro di cemento armato che sanciva in modo inquietante la linea di confine fra la terra ferma ed il Mar Baltico, così grigio, agitato, indefinitamente già profondo ed assente di romantico riverbero, guardando giù. Presi il cellulare dalla tasca del pantalone per leggere l'ora: erano le 3:15 della notte, ma la luce sembrava quella di un'alba, oppure di un tramonto.

Era il 26 giugno 2018. Io ero a Tallinn, Estonia, presso l'Hotel Pirita, dal quale il muro di cemento inizia e poi percorre, per almeno otto chilometri, tutto il Golfo fino alla Città. Entrai nella Hall e, voltando lo sguardo a destra, incontrai quello della Signorina che stava prestando servizio alla Reception; la salutai con la mano, come un bambino, felice, poi rallentai un attimo pensando che avrei fatto un gesto di cortesia a quella ragazza, in piedi di fronte al computer, se le avessi mostrato le fotografie rendendola partecipe, privilegiata di quell'evento lunare. La guardai come se, subito, avesse potuto capire -tutto-; ma in realtà lei avrebbe compreso soltanto una invereconda timidezza.

«Lascia il Mondo com'è», pensai, e infine mi recai in camera. Come se fosse normale, mi coricai, ormai alle 3:45 della notte, ma fuori era già spudoratamente giorno. Per l'emozione ricevuta da quella (mia) Luna, non riuscivo ad addormentarmi. Le Sinapsi, agitate, mi eccitavano paralizzandomi; si enunciavano in ricordi, sensazioni, emozioni, riflessioni, deduzioni, da cui io avrei estratto il suono della serratura: «Clac». Poi, senza esitazione, decisi che quella (mia) Luna, fotografata in quel momento esatto, alle ore 3:09, sarebbe diventata la copertina del mio nuovo libro che, intanto, si stava già scrivendo in testa […].

La Città di Tallinn è "Femmina", sembra riesca a suscitare la stessa emozione che si proverebbe alla vista di una Donna tremendamente affascinante. Mi piace pensare alla Pianista Khatia Buniatishvili; ecco, a mio avviso, Tallinn è come questa Donna, preziosa, austera, re(g)ale, sensuale, amabile, empatica, in tutti i sensi, ossia di per sé è un'Opera d'Arte e ne fa p-arte…

Io penso di essere un privilegiato ad aver visitato Tallinn, la prima volta, nel mese di giugno; non avevo idea di cosa fosse –la notte bianca-, il fenomeno per cui a Tramonto del Sole avvenuto, per altro alle ore 22:40, il Cielo rimane illuminato con l'intensità dell'Alba che poi si manifesta realmente alle ore 4:00. Le notti bianche possono diventare un "antidepressivo a rilascio prolungato" per coloro che sono carenti di Serotonina; cioè, Tallinn, è un generatore di Felicità. Non avrei immaginato che il sentimento dell'Amore, almeno per come lo intendiamo in virtù delle convEnzioni che vengono insegnate quando siamo ancora bambini, potesse –anche- essere rivolto, dedicato, custodito, coltivato per una Città; io sento di amare Tallinn come se, in realtà, fosse una Donna.

La bellezza di Tallinn è commovente, comunque si veda in stagione estiva oppure invernale. A dicembre assume sembianze di Fiaba, in virtù della neve che, generosa, sembra voglia abbracciarla tutta, di quel freddo secco che io adoro. In questa Città dimora la dicotomia che sottende il Centro storico medievale, Patrimonio dell'Unesco, e la City; quattrocento metri, dove insiste il centro Viru Keskus, offrono l'opportunità di tornare al 1400 oppure entrare nel 2030. L'insieme è un ordine urbano da cui, in breve e con un po' di attenzione, si evince la fluidità del traffico rigorosamente silenzioso, la puntualità dei mezzi pubblici, la facilità di orientamento, la capacità mentale di tenere tutto a mente in virtù del fatto che la Capitale non è inutilmente immensa e dispersiva come tante altre, per altro molto più conosciute, in Europa.

Tallinn si affaccia sul Mar Baltico guardando dritto a Nord in direzione di Helsinki, distante ottanta chilometri. Io ho scelto di visitarla, la prima volta, partendo dal suo esterno, la Torre Tallinna Teletorn, passando per il Parco di Kadriorg, poi la Piazza della Libertà / Vabaduse väljak, poi per la zona alta di Toompea, poi per restare ammaliato alla vista della Porta di Viru / Viru väravad, per arrivare soltanto alla fine nel suo centro, la famosa Piazza del Municipio, Raekoja plats. La voglia di tornare, ma con un desiderio irresistibile, oggi mi permette di –sentirmi a casa- in ogni momento, in ogni passo, tanto e abbastanza da indurmi a sospettare che io qui abbia già vissuto una vita nei panni di un estone. Poco prima di ogni atterraggio, ascolto il brano "Meraviglioso" e mentre osservo la Terra estone, sempre più vicina, la sento mia e mi commuovo; alcunché al Mondo, oggi, mi suscita una simile Felicità.

Credo che il mio sia effettivamente il classico "colpo di fulmine". Ho avuto il privilegio di recarmi a visitare diverse Città in Europa: Lisbona, Barcellona, Vaduz, Vienna, Berlino, Monaco, Parigi, Salisburgo, Praga, Amsterdam, Helsinki, però sento un attaccamento reale a Tallinn riconducibile a quello per una Donna. Ricordo che durante il primo viaggio dedicato a Tallinn, trascorrevo la sera a scrivere appunti, sensazioni, paragoni, perché sentivo che c'erano buone condizioni per dedicare un libro a questa Città. Nessuna Città vista in precedenza mi aveva "fulminato" così tanto e subito, invitandomi a scrivere per lei, di lei; e non è un caso se, raccontandola, oggi io dico "Tallinn my Lady".

Andrea Schinardi 

Andrea Schinardi è l'autore del libro "Ti aspetto dove si ferma il tempo", uscito nel 2022 con Pegasus Edition. L'opera nasce dalla vena autobiografica dell'autore al ritorno da un viaggio che lo porta a Tallinn.


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