La ceramista Pille Kaleviste: nell’arte ceramica estone vengono raccontate le antiche storie

28.08.2024

L'ottava edizione di Argillà Italia, Festival Internazionale della Ceramica e Mostra Mercato, si terrà a Faenza nell'ultimo weekend del mese di agosto. L'edizione 2024 vedrà ospiti i tre Paesi baltici: Estonia, Lettonia e Lituania. Estonia Magazine ha intervistato Pille Kaleviste, ceramista e una dei co-curatrice della mostra "Connections. Baltic Connections", aperta nei giorni 30, 31 agosto e 1 settembre 2024 nella galleria dei Cento Pacifici.

In foto la ceramista Pille Kaleviste.

Ora si definisce ceramista, ma prima della ceramica ha studiato l'arte tessile. È stata allieva della nota professoressa emerita dell'EKA (Estonian Academy of Arts) Anu Raud. Cosa ha portato dall'arte tessile alla ceramica?

È vero, la mia prima specializzazione acquisita all'EKA è stata il tessile. Ricordo che, durante gli studi, avevamo lezioni di scultura, tenute dallo scultore Anu Põder, il cui materiale principale era l'argilla. È probabile che questa esperienza mi abbia influenzato per le scelte successive. Per la mia tesi ho tessuto dei tessuti doppi, utilizzando come materiali il filato di lino e il filo di rame - quest ultimo l'ho ottenuto dai vecchi motori elettrici. Questi tessuti potevano essere modellati come sculture e riflettevano sicuramente la mia necessità di usare forme multidimensionali. È stata una delle ragioni per cui ho iniziato a lavorare con l'argilla e la ceramica. Dalla professoressa Anu Raud ho invece imparato la dedizione e il bisogno di inserire nei miei lavori i contenuti percepiti con i sensi.

La ceramica è muta?

Ci sono più strati che "parlano" nella ceramica: le scelte dei materiali, le tecniche, le modalità di essiccazione. Nella ceramica contemporanea, come in altre forme d'arte, rientrano anche le conversazioni sostanziali; è importante la concettualità.

Quali sono le forme che preferisce come artista?

In quanto artista ceramista, mi piacciono sia le forme pulite e laconiche che quelle estremamente giocose e spontanee.

La sua più grande ispirazione?

L'ispirazione principale viene sempre dalla natura, dalle diverse forme della natura, dalle stagioni, in particolare l'inverno e il periodo di transizione dall'inverno alla primavera. Ma anche dalla vita stessa, i temi ardenti, le esperienze.

Di che cosa parlava la sua ultima mostra di questa primavera in Irlanda, l'EDGES, al Wexford Art Centre?

Nell'esposizione tenutasi in Irlanda sono state esposte opere realizzate nell'ambito di una residenza congiunta di musicisti e ceramisti inglesi, irlandesi ed estoni. Il mio soggiorno a Brighton è durato cinque settimane, durante le quali ho lavorato sul paesaggio. Sono state realizzate due opere diverse: "La Boscaglia" e "Il Paesaggio". Il primo era costituito da due oggetti integri, costruiti con diversi anelli di argilla. L'installazione "Paesaggio" consisteva in 100 blocchi di porcellana montati su una parete.

La scultura, il design e la ceramica sono tre mondi diversi?

La ceramica può essere sia scultura che design, non ci sono confini, c'è solo il cammino dell'artista.

Ha spesso modellato le mani. Le mani sono importanti?

Nei miei progetti sono stata ispirata dai piedi umani, dalla lingua di mucca, dalle braccia umane eccetera. Nella mia mostra personale "Muteness" (nel 2019 alla galleria Hop di Tallinn) le mani simboleggiavano la capacità dell'uomo di contenere e distruggere.

La ceramica ha una lunga storia in Estonia?

Nel 2023, il dipartimento della ceramica dell'EKA ha festeggiato il suo centesimo compleanno, quindi la nostra ceramica professionale ha recentemente compiuto 100 anni. Una storia più lontana risale a migliaia di anni fa, ai tempi della ceramica a pettine e della ceramica cordata, ma non abbiamo avuto una lunga tradizione ceramica nelle aree dell'odierna Estonia.

I ceramisti estoni hanno però raggiunto diversi angoli del mondo. Ha curato esposizioni estoni in Portogallo e Corea del Sud... Si può dire che la ceramica è amata in Estonia?

Sia la Corea del Sud che il Portogallo sono paesi con lunghe tradizioni ceramiche. La Corea potrebbe anche essere definita la culla della ceramica. Le tradizioni estoni sono molto ridotte rispetto a loro. Penso che in Estonia la ceramica sia amata, perché oltre agli artisti, negli ultimi anni abbiamo cominciato a formare artigiani-ceramisti professionisti e anche vari laboratori di ceramica sono di grande interesse.

A Kohila, un paese dell'Estonia settentrionale, viene da 24 anni ospitato l'International Wood-burning Ceramics Symposium…

L'International Wood-burning Ceramics Symposium è molto importante per il panorama della ceramica estone. La cottura a legna è una forma di combustione molto specifica che ha raggiunto un livello molto alto in Estonia sotto la guida del nostro maestro di forno Andres Allik. È aperto anche al grande pubblico: il simposio prevede una giornata di presentazioni degli artisti, una giornata di studi aperti e, naturalmente, la giornata della mostra del simposio.

Quali sono le nuove tendenze della ceramica estone?

Anche se la ceramica ha tradizioni antichissime, anche qui, come in ogni altro campo, sono in atto dei cambiamenti, sia nella ricerca dei materiali che sul lato tecnico. Le basi sono invariate, ma c'è spazio per sperimentare e per la ricerca. La ceramica estone si muove in sincronia con il mondo. Più i ceramisti hanno la possibilità di spostarsi già durante gli studi, più frequentano residenze creative, simposi, collaborano con altri autori, maggiore è lo sviluppo. Oltre allo specifico lato tecnico, l'arte ceramica estone è una sorta di canto popolare locale materializzato - il nostro regilaul in cui vengono raccontate le antiche storie.

Parteciperà al Festival della Ceramica Argillà a Faenza fine mese. Conosceva già la città?

Sì, sono già stata al Festival. È una piccola città, ma, in termini di ceramica, Faenza è il centro della ceramica moderna in Europa. Dal 1938 il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza ospita il Premio Faenza, la biennale che riflette le tendenze dell'arte ceramica contemporanea. Pochi sanno che nel 1987 la ceramista estone Helle Videvik ha ricevuto il premio di motivazione e che nel 1993 Karin Kalman vinse una medaglia d'oro. Alla 60° edizione del Premio Faenza nel 2018 ha partecipato anche il ceramista Leo Rohlinil, professore emerito dell'EKA.

All'edizione 2024 del Festival parteciperanno venti ceramisti estoni e altrettanti lettoni e lituani. Cosa porterete con voi?

Porteremo una grande mostra con la partecipazione di artisti ceramisti che offrono un ottimo quadro dello stato attuale nei Paesi baltici. Inoltre, 6 autori per ogni paese parteciperanno al mercato della ceramica, e 60 autori - 20 per ogni paese baltico - sono stati selezionati per partecipare alla mostra "Connections. Connessioni baltiche". È un progetto congiunto dei curatori baltici e del MIC di Faenza.

Cosa si aspetta dal Festival?

Mi aspetto che ci sia una vera festa della ceramica e che la ceramica estone si faccia notare.


Katrin Veiksaar


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