Arvo Pärt a Roma

Foto: Kaupo Kikkas  

Lunedì, 7 maggio Roma ha avuto la possibilità di ascoltare le musiche di Arvo Pärt, compositore di musica contemporanea legato al minimalismo e alla musica sacra, vincitore del Premio Ratzinger nonchè nominato per il settimo anno consecutivo "compositore classico vivente più eseguito al mondo". L'Ambasciata d'Estonia, insieme all'Ambasciata di Germania, in occasione del centenario della Repubblica e del quinto anniversario del Pontificato di Papa Francesco ha infatti organizzato un concerto, a inviti, presso la Basilica di Santa Sabina all'Aventino. A suonare, alla presenza del compositore ottantaduenne, il raffinatissimo Estonian Philharmonic Chamber Choir e la Tallinn Chamber Orchestra, diretta da Tõnu Kaljuste, vincitore del Grammy Award nella categoria Best Choral Performance per il suo lavoro sull'Adam's Lament dello stesso Arvo Pärt. In programma quattro brani di grande impatto emotivo, Cantus in memoria di Benjamin Britten (1977), Il lamento di Adamo (2010), Salve Regina (2001/2011) e Te Deum (1985).


Basilica di Santa Sabina all'Aventino

Arvo Pärt nasce nel 1935 a Paide, una piccola città dell'Estonia centrale. Studia composizione alla Scuola di musica di Tallinn sotto la direzione di noto compositore Veljo Tormis e si laurea al Conservatorio di Tallinn nel 1963.

Inizia a comporre nel 1958, orientandosi verso la musica seriale e le tecniche collagistiche, ma poi, nel 1968 rinuncia a comporre. Dopo anni di intensa ricerca, durante i quali approfondisce gli studi della musica antica, rompe il silenzio nel 1976. Nasce un linguaggio musicale completamente diverso, che Pärt stesso chiama "stile tintinnabuli". La sua musica rispecchia il rapporto particolare dell'autore con il silenzio, e la sua mentalità, che si basa sui valori cristiani, la sua ricerca della verità, della bellezza e della purezza. Il brano "Aliinale" (Für Alina) ne è il primo esempio.

Il suo stile non era ben visto dai dirigenti dell'Unione Sovietica, soprattutto per il loro messaggio e per i testi, troppo "spirituali". Nel 1980 Arvo Pärt emigra a Vienna, per poi trasferirsi a Berlino dove rimane fino al 2010. A Berlino inizia la collaborazione con la casa discografica ECM e questo porta Pärt alla fama mondiale.

Dopo l'indipendenza dell'Estonia nel 1991 la famiglia Pärt riallaccia i rapporti con l'Estonia. Dal 2000 diventa una tradizione festeggiare il suo compleanno con un concerto nel suo paese natale, Paide. Nel frattempo, arrivano molte importanti commissioni da tutto il mondo. Per esempio "Vater unser", opera dedicata al papa Benedetto XVI e presentata in Vaticano, oppure "La Sindone" commissionata per i giochi olimpici invernali a Torino nel 2006, ma anche "Adam's Lament" commissionato da Istanbul e da Tallinn, le capitali culturali europee del 2011. Benedetto XVI lo nomina membro del Pontificio Consiglio della Cultura.

Per quanto riguarda il suo lavoro in ambito cinematografico, le sue musiche sono spesso scelte per accompagnare gli episodi di introspezione, di grande lutto o disperazione. Tanti film estoni sono arricchiti dalle sue musiche. Anche i registi italiani le hanno usate, da esempio Paolo Sorrentino ne "La grande Bellezza" e Nanni Moretti per "Habemus Papam" e "Mia madre".

Dal 2010 Pärt risiede nuovamente in Estonia. A Laulasmaa, vicino a Tallinn, viene fondato il Centro di Arvo Pärt, di nome Aliina, con scopo di creare il suo archivio personale. Il centro dà anche la possibilità di studiare in loco le opere di Pärt. Il nuovo palazzo del Centro, progettato dallo studio di architettura spagnolo Nieto Sobejano Arquitectos, sarà inaugurato ufficialmente quest'anno e poi aperto al pubblico.

@Nieto Sobejano Arquitectos